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venerdì 18 luglio 2014

CONTORNI - Cipolle ripiene con cottura in agrodolce

Sono consapevole del fatto che questo post riceverà poche visualizzazioni. Le cipolle hanno ben poco di invitante, per i più, e l'idea di ritrovarsene una intera, per contorno, può non piacere a tutti. Ad ogni modo, vi rassicuro: la cottura che propongo - stufate nel forno, bagnate di vino - è in grado di neutralizzare quanto di sgradevole c'è nella cipolla, trasformandola in un guscio morbido e dolciastro. 
Ovviamente è una ricetta vegan e gluten-free.

Ingredienti per 4 persone:
  • quattro cipolle bianche, piuttosto grandi;
  • una piccola carota;
  • una zucchina; 
  • un peperone (di tipo "friggitello");
  • un paio di pomodorini;
  • un ciuffo di salvia;
  • un bicchiere di vino bianco;
  • zucchero di canna integrale;
  • olio evo e sale q.b.

Tempo necessario: 25 minuti per la preparazione + 40 minuti per la cottura

Preparazione:

1. Per prima cosa, taglio la calotta delle cipolle. Aiutandomi con un cucchiaino - o con uno spelucchino, a seconda delle vostre capacità - svuoto le cipolle degli strati interni. Più riesco a "scavare" - ovviamente senza rompere l'involucro esterno - meno tempo durerà la cottura in forno. 



2. Taglio la zucchina, la carota, il friggitello in dadolini minuti.


3. In una padella faccio imbiondire la polpa della cipolla. Aggiungo le verdure in ordine di "cottura" - da quella che impiega più tempo, la carota, a quella che impiega meno tempo, la zucchina - e sfumo con del vino bianco. Aggiungo il sale e lo zucchero, regolandoli secondo il mio gusto personale, dopodiché lascio soffriggere per circa quindici minuti. 


4. Quando la cottura del ripieno è ultimata, "farcisco" le mie cipolle aiutandomi con un cucchiaio. Faccio attenzione affinché in ciascuna coli la giusta quantità di liquido, dopodiché verso dell'acqua salata mista a del vino alla teglia che le contiene, sino ad arrivare ad un terzo della loro altezza. Inforno a 200°, senza ventilazione, per un tempo variabile tra la mezz'ora e i cinquanta minuti: dipende da quanto sono riuscita a svuotare le mie cipolle. Ad ogni modo, non sfornerò prima che l'acqua sia completamente evaporata. Posso coprire ciascuna cipolla di zucchero integrale, affinché caramelli. 


Ed eccole pronte! Vi invito a provarle, poiché al di là dell'aspetto esse sono davvero buone e delicate. Si preparano con poco - ebbene sì, anche questa appartiene alla schiera delle ricette svuota-frigo - e il loro "tasso di riuscita" è prossimo al 100%.

Buon appetito! 




domenica 13 luglio 2014

CONTORNI - Caponata "come la faccio io"

Ecco una ricetta in grado di riunire tutta le verdure che avete in frigo. D'altro canto è luglio, e il periodo  di maturazione di pomodori, melanzane, peperoni e pannocchie è appena iniziato: io mi sento doppiamente fortunata, abitando accanto ad una donna che provvede al mio rifornimento quotidiano di cibo biologico, appena raccolto dall'orto.

Quella che leggete qui sotto non è, quindi, la versione originale della caponata, quanto piuttosto una mia rivisitazione in base agli ingredienti che avevo sottomano. Ho scelto di non aggiungere prodotti che non fossero biologici al 100%; spero possiate prendere spunto dal lavoro di tutta una giornata - ho passato un'intera notte a post-produrre le foto! -, modificando la ricetta come più ritenete giusto. 

Ingredienti per 4 persone:
  • una melanzana piuttosto grande;
  • una patata, anch'essa grande;
  • un peperone;
  • un pomodoro;
  • una cipolla rossa;
  • due spicchi d'aglio;
  • basilico;
  • una pannocchia (facoltativa);
  • olio e sale quanto basta.

Tempo necessario: 30 minuti per la preparazione + 30 di cottura in forno.

Procedimento:
  • "Metto" la patata all'interno di un pentolino dai bordi piuttosto alti, dopodiché copro d'acqua fredda; accendo il fornello. Raggiunto il bollore, conto 4 minuti: quindi tolgo dal fuoco. Ciò abbrevia il tempo di cottura in forno. Raffreddo sotto un getto di acqua corrente e sbuccio.
  • Taglio la melanzana, la patata e il peperone a cubetti, avendo cura di utilizzare una dimensione più o meno omogenea. Faccio questo non solo per garantire una doratura uniforme, quanto per stuzzicare i commensali sia da un punto di vista visivo - è bello avere dinanzi una portata curata - che gustativo. Se riesco - io oggi non sono riuscita, d'altro canto non c'erano uomini in casa - taglio la pannocchia a rondelle: altrimenti l'aggiungerò integra al composto.

  • Nell'acqua in cui ha bollito la mia patata, adesso a fornello spento, lascio cadere il pomodoro. L'operazione serve unicamente a staccare la "pelle" dalla polpa, così da poterla rimuovere senza fare troppi danni: basta un attimo di immersione, non voglio che cuocia. Con l'ausilio di un coltello mi aiuto nell'operazione di rimozione della buccia: in un primo momento passo il dorso del coltello (non la lama) su tutto il pomodoro, premendo appena; dopodiché tiro via con le dita le  "pellicine" che si sono staccate.
  • In una padella metto a soffriggere gli spicchi d'aglio - abbiate cura di rimuovere l'anima, prima di unire l'aglio alle vostre portate - con la cipolla tagliata grossolanamente a rondelle. Come già detto negli altri post, è importante unire gli ingredienti all'olio a freddo, poiché il nostro obiettivo è una doratura lenta e prolungata: versare l'aglio nell'olio già bollente rischierebbe di bruciarlo, anziché cuocerlo. 
  • Quando aglio e cipolla sono sufficientemente imbionditi, aggiungo il pomodoro preventivamente tagliato. Salo; se il sughetto dovesse risultare troppo acido - pericolo in cui si può incorrere sostituendo l'ortaggio con della passata, oppure con un pomodoro non sufficientemente maturo - posso aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna. Lascio cuocere per un paio di minuti, non di più.
  • Unisco i cubetti di verdura, la pannocchia e il sughetto all'interno di una teglia. Mescolo bene, affinché tutti gli ingredienti siano sufficientemente unti. Aggiungo il basilico e mezzo bicchiere d'acqua - la quantità giusta dipende dall'altezza della vostra pirofila: deve coprire le verdure per un terzo -, dopodiché inforno a 200° per circa 30 minuti, senza ventilazione. La portata è pronta nel momento in cui l'acqua risulta essere completamente assorbita.

E il piatto può essere servito! Sono particolarmente contenta della riuscita di questa caponata: il sugo, preventivamente cotto, conferisce al contorno un bel sapore rotondo senza essere acido. E la pannocchia, arrostita tra melanzane e peperoni, è una chicca davvero interessante! Una volta cotta si sgrana facilmente, affinché ciascun commensale abbia quanto gli spetta. 

Buon appetito!


domenica 6 luglio 2014

I FONDAMENTALI - Impariamo a cucinare il... Riso Pilaf!


Innanzitutto, che cos'è: come insegna Wikipedia, "Il pilaf è un sistema di cottura del riso, attraverso il quale si ottiene un composto con chicchi sgranati". 

La tradizione orientale utilizza il riso a mo' di contorno, motivo per cui l'assoluta "separazione" dei chicchi risulta essere fondamentale per la riuscita del piatto: esso deve ben mescolarsi alle salse e alle verdure (ahimè, spesso anche carne) d'accompagnamento. Forchettate in cui il riso risultasse raggrumato e gelatinoso per via dell'amido non sarebbero, d'altro canto, tanto adatte allo scopo. 

Esiste una moltitudine di ricette che ruota attorno a questo tipo di cottura. Vi starete chiedendo, allora, come mai abbia deciso di riportare anche la mia...! La risposta è semplice: sono entrata in possesso - per gentile concessione di un'amica siriana - di una ricetta dall'indice di difficoltà bassissimo e dalla riuscita sempre impeccabile. Con le ricette trovate sui giornali e online ho avuto spesso qualche difficoltà (a volte avevo successo, altre volte meno), mentre garantisco il risultato costante ottenuto utilizzando le indicazioni che seguono. 


Prima di cominciare, un'ultima raccomandazione. La ricetta originale prevede l'utilizzo delle varietà Basmati o Jasmine. Per quanto entrambe le qualità abbiano un aroma speziato ed un profumo irresistibile, rivolgo un piccolo invito a quanti di voi desiderassero comprarne: queste due varietà vengono prodotte perlopiù in India ed in Cina (i maggiori esportatori), e spesso senza rispettare l'ambiente e il consumatore. Attenzione, in questa riflessione non vuole esserci da parte mia nessun tipo di giudizio: le nazioni in via di sviluppo - così come è stato per l'Italia in passato - pongono l'accento più sulla quantità della produzione che non sulla salute del consumatore. Col risultato che spesso, nella coltivazione, vengono impiegati pesticidi e diserbanti più che dannosi.
La soluzione? L'unica possibile è quella di leggere l'etichetta. Nonostante la falsificazione delle generalità del cibo importato sia una prassi - e nonostante la frode sia spesso dietro l'angolo - purtroppo non disponiamo di difese diverse dall'acquisto consapevole. Al giorno d'oggi è purtroppo impossibile proteggersi da tutto, e quel che mi sento di dire è di fare del proprio meglio, sempre: la scelta di prodotti biologici, dichiaratamente senza OGM, perlopiù integrali premia. Così come nel caso del riso. 

Ingredienti:
  • la vostra varietà di riso preferita;
  • acqua q.b.;
  • olio q.b.;
  • sale q.b.
Preparazione:

1. Verso la quantità di riso desiderata all'interno di una pentola dalla dimensione proporzionata. La dose   è a mia discrezione (la ricetta non ha valori fissi, ma semplici proporzioni); tengo inoltre presente che il riso pilaf si conserva in frigorifero, senza troppe preoccupazioni, per due/tre giorni. 

2. Metto la pentola sotto il rubinetto, ed aggiungo acqua calda fino a coprire il riso. Lascio in ammollo 5 minuti, affinché amido ed impurità vengano lavati via. Dopodiché, scolo.

3. Prendo una tazza (o un bicchiere) e "misuro" la quantità di riso. E' importante effettuare adesso questo passaggio e non prima, poiché l'ammollo ovviamente dilata i chicchi e ne modifica il volume complessivo. Torno a versare il cereale nella pentola iniziale; per ogni tazza di riso, ne aggiungo una d'acqua. Qualora stessi cuocendo una varietà che richiede una durata di cottura maggiore del Basmati, posso incrementare l'apporto d'acqua sino ad una tazza e mezza.

4. Metto il tutto sul fornello e porto a bollore. Raggiunta la temperatura, cambio fornello (avendo cura di scegliere il più piccolo disponibile), utilizzando una fiamma al minimo. Copro con un coperchio ed attendo: il riso è cotto nel momento in cui è stato in grado di assorbire tutta l'acqua, e questa è un'operazione piuttosto rapida (richiede al massimo 10 minuti). 

 Il procedimento si è quindi concluso! Nel momento di servire, consiglio di sgranare il tutto con una forchetta. Il riso pilaf è un ottimo accompagnamento a salse di verdure e "caponate" in genere. Durante la cottura si può aggiungere una cipolla tagliata sottilissima, chiodi di garofano e cannella; alcune preparazioni consigliano anche l'uso dello zafferano. Il mio personale consiglio, invece, è... essere creativi!

Buon appetito!