martedì 22 luglio 2014

PRIMI PIATTI - Conchiglioni di mais con ripieno di funghi champignon e peperoni

Per quanto io non ami particolarmente le paste ripiene - ritengo difatti che un'alimentazione sana debba trascendere il "primo" e il "secondo" così come li si contempla normalmente - non ho saputo resistere ai conchiglioni di mais comprati oggi da mia nonna. Controllando su Google, ho trovato numerose marche che realizzano questo formato di pasta nella versione gluten free; ammetto di non aver mai preso prima in considerazione la possibilità di cucinare dei buoni, sani, conchiglioni ripieni prima di oggi: per abitudine non sono solita cercare "cibi alternativi" per il mio disturbo - una spiccata antipatia fisica nei confronti del glutine -, ripiegando sul riso e sui formati più comuni. Oggi ho deciso di infrangere queste sciocche "regole" per regalarmi un piatto che non ha niente da invidiare alle preparazioni a base di carne o di grano. Sentitevi, in ogni caso, liberissimi di sostituire la pasta di mais con conchiglie di grano tenero; la stessa non-besciamella di riso può essere utilizzata con le più svariate farine. 

Ecco quindi come preparare i miei conchiglioni di mais ripieni di champignon e peperoni e non-besciamella di riso. Non spaventatevi, poiché la ricetta richiede pochi ingredienti e ben poco sforzo.

Ingredienti per 4 persone: 
  •  5/6 conchiglioni a persona;
  • 300g di funghi champignon;
  • 2 peperoni verdi; 
  • uno scalogno;
  • uno spicchio d'aglio;
  • due bicchieri d'acqua;
  • due/tre cucchiai di farina di riso;
  • un rametto di salvia;
  • olio evo e sale q.b;
  • una manciata di pistacchi (facoltativo, per la guarnizione finale).


Tempo necessario: 30 minuti per la preparazione + 15 minuti in forno

Preparazione: 

1. Mentre l'acqua per la pasta raggiunge il bollore, provvedo a "pulire" i miei funghi. I funghi non vanno lavati, per non rischiare di "ammosciarli": con l'aiuto di un coltellino piuttosto affilato, non bisogna far altro che sollevare ed eliminare la pellicina che riveste il cappello. Con un taglio netto bisogna eliminare, inoltre, le radici dal gambo. 


2. Affetto gli champignon e i due peperoni, avendo l'accortezza di tritare "al coltello" questi ultimi. Desidero difatti mantenere intatta la "carnosità" del fungo - che taglio in dadolini più grandi - facendo del peperone quasi una "spezia" per profumare il sughetto.

Per accelerare la preparazione, posso tagliare il mio peperone a listarelle
in senso orizzontale; dopodiché, posso ricavare dei "cubetti" tagliando le
listarelle appena ottenute longitudinalmente.

3. In una pentola metto a soffriggere la salvia, lo scalogno - "fatto" a rondelle - e lo spicchio d'aglio semplicemente schiacciato col palmo della mano. E' importante, come già evidenziato nelle altre ricette, che l'aggiunta di aglio e scalogno all'olio avvenga a freddo: ciò per scongiurare l'eventualità che gli ortaggi brucino senza cuocere sufficientemente. Una volta dorati, aggiungo al soffritto i funghi ed i peperoni. Salo e copro con un coperchio, lasciando andare per una decina di minuti. Posso aggiungere, se troppo asciutto, un mestolo d'acqua calda.

4. Preparo adesso la mia non-besciamella di riso. La non-besciamella deve il suo nome alla mancanza dei due ingredienti che per eccellenza la costituiscono: il latte e la farina. Il sapore non è certo uguale, ma la consistenza la ricorda in pieno! Prendete nota, poiché la non-besciamella non si limita soltanto a questa ricetta, ma sostituisce appieno la collega non-vegana e non-gluten free in tutte le preparazioni.  La realizzo così: metto sul fuoco un pentolino in cui ho versato i due bicchieri d'acqua. Raggiunto il bollore, aggiungo la farina di riso - in totale tre o quattro cucchiai - avendo cura di versarne poco per volta e di mescolare continuamente con l'aiuto di una frusta. Si può aggiungere farina sino ad ottenere una consistenza molto compatta, nonostante per questa ricetta propongo una non-besciamella piuttosto liquida. Faccio bollire qualche minuto - assaggiando di tanto in tanto per saggiare l'effettiva "cottura": la non-besciamella è pronta quando il sapore di riso non è più predominante - aggiungendo un filo d'olio e pepe a fine preparazione. Qualora avesse fatto dei grumi, posso frullarla con un mixer ad immersione.

5. Cuocio la pasta nell'acqua salata, scolandola 3 o quattro minuti prima della fine della cottura. Dopo aver raffreddato le conchiglie per non scottarmi, le dispongo su di un testo precedentemente "unto" da uno strato di non-besciamella. Aiutandomi con un cucchiaino, riempio ciascuna conchiglia del sughetto di champignon e peperoni; poco prima di infornare, aggiungo un ultima mestolata di non-besciamella ed un giro d'olio.

Le conchiglie disposte su di un "letto" di non-besciamella.

Le conchiglie riempite di champignon e peperoni. 

Le conchiglie ultimate con un ultimo mestolo di non-besciamella ed un
giro d'olio.
6. Inforno per circa 15 minuti, a 180°, con funzione grill. Ad ogni modo, il mio piatto sarà pronto quando la pasta presenterà una crosticina dorata. Poco prima di servire, posso ultimare con una spolverata di pepe nero ed i pistacchi ridotti in granella.

Ed ecco pronto il nostro piatto! Una pasta gluten free ripiena in tempo record, senza derivati animali, dal gusto ottimo. 

Un ultimo consiglio: il soffritto di champignon e peperoni, se avanzato, è un fantastico condimento per risotti o addirittura un contorno a sé stante. Si presta decisamente a numerose preparazioni, che magari indagheremo in un prossimo post! 





lunedì 21 luglio 2014

PANE E PIZZA - Pizza di riso ai fichi neri

Stamattina mia madre è tornata in casa con una manciata di fichi neri, appena colti dall'albero. Erano troppo invitanti per non farne una ricetta: l'abbinamento alla pizza è stata la prima ispirazione. Credo provenga dalla tradizione romana, e che spesso nel "panino" venga aggiunta anche della ricotta. Questo è, ad ogni modo, un blog che propone ricette vegan e senza glutine: così è nata l'idea di aggiungere i fichi direttamente all'impasto - un impasto a base di farina di riso integrale - per ottenere una pizza morbida, adatta sia come antipasto che come aperitivo con gli amici. 

Per questo impasto ho utilizzato del lievito di birra: sentitevi però liberi di utilizzare tipologie di lievito più sane. 

Ingredienti per 4 persone: 

  • 400g di farina di riso integrale;
  • 4g circa di lievito di birra in polvere (o mezzo panetto di lievito di birra fresco);
  • 7-8 fichi neri, ben maturi e molto dolci;
  • un bicchiere d'acqua tiepida;
  • olio e sale q.b.;
  • due cucchiaini di zucchero integrale;
  • una presa di sale grosso; 
  • un rametto di rosmarino.

Tempo necessario: 20 minuti per impastare + 3 ore di lievitazione. 

Preparazione:

1. Comincio disponendo la farina di riso "a fontanella" in una bacinella. Ad essa aggiungo il sale, l'olio, il pizzico di zucchero - aiuta la lievitazione - e l'acqua tiepida. Il lievito di birra in polvere - che non contiene glutine, nonostante il nome poco rassicurante - si aggiunge normalmente alla fine e non necessita di essere sciolto in acqua. L'impasto che voglio ottenere ha una consistenza piuttosto morbida,  molto distante da quella della pasta.

2. Prendo due dei miei bellissimi fichi e li taglio in fettine sottili. Verso la polpa così ottenuta - non serve spellarli, se sono biologici - direttamente nell'impasto, e lavoro un po' con le mani. I fichi renderanno l'impasto ancora più morbido, ma non mi spavento. Amalgamo il più omogeneamente possibile, dopodiché copro con un canovaccio umido e lascio lievitare per due ore e mezzo circa. 

L'impasto non deve avere un aspetto regolare. Lo "segno" con una croce,
in modo da aiutare la lievitazione. 
L'impasto coperto da un canovaccio umido.
3. Al termine della prima lievitazione - quando l'impasto sarà aumentato di volume di circa due terzi - stendo l'impasto sulla teglia che utilizzerò per la cottura in forno. Taglio a spicchi i fichi rimasti, e li dispongo sulla pizza con la buccia rivolta verso l'alto, in modo che la polpa non bruci. Ungo la pizza con dell'olio d'oliva, aggiungo un pizzico di sale grosso, una spolverata di zucchero integrale - in modo che caramelli nel forno - e il rosmarino. Lascio lievitare un'ultima mezz'ora.


4. Inforno a 180° per mezz'ora, proseguendo eventualmente la cottura sino a notare la formazione di una crosticina dorata.

E la mia pizza di riso ai fichi neri è pronta da mangiare! Consiglio di servire tiepida, se possibile: il calore aiuta la percezione del dolce della frutta a contrasto con la salatura dell'impasto.

Che ne pensate? Buon appetito!








domenica 20 luglio 2014

CRUDISTI - Tartare vegan con pomodoro ed avocado

Ecco un'idea carina per un aperitivo o per un secondo chic: una tartare vegan. 

La tartare nasce originariamente come ricetta a base di carne o pesce, serviti crudi e con taglio "al coltello" per evitare l'"omogeneizzazione" derivante dalla macinatura. Partendo spunto da questi semplici assunti - e volendo proporre una ricetta che escluda completamente alimenti di originale animale - eccomi pronta ad illustrarvi la mia versione vegan della tartare. L'idea è così semplice - e allo stesso tempo così d'impatto - che non vedo l'ora di aggiungere nuove versioni: sentitevi liberi voi stessi di sperimentare e stupire i vostri ospiti!

Ingredienti per quattro persone:
  • tre pomodori ben maturi;
  • un avocado; 
  • un peperone rosso;
  • uno scalogno;
  • mezzo spicchio d'aglio; 
  • un consistente ciuffo di basilico;
  • un consistente ciuffo di menta fresca;
  • origano secco;
  • il succo di un limone;
  • olio evo e sale q.b.

Tempo necessario: 15 minuti. 

Preparazione:

1. Prima di tutto taglio lo scalogno in fettine sottilissime. Per smorzarne un po' il sapore "violento", lo bagno con qualche goccia di succo di limone e lo lascio marinare per il tempo necessario ad affettare gli altri ingredienti.

2. Taglio il pomodoro, il peperone, l'avocado e l'aglio in dadolini piccolissimi. Più piccoli sono i dadolini - pur restando ben compatti, senza diventare purea - più il risultato finale sarà appetitoso. Lavoro con la "punta del coltello", con gesti rapidi e secchi. 


3. Sempre col coltello - o con la mezzaluna, se preferite - trito quanto più finemente possibile gli odori. Unisco gli ingredienti all'interno di una bacinella e salo (posso evitare quest'ultima azione, se ho utilizzato verdure fresche, biologiche e dal sapore intenso). Mescolo bene il tutto, aggiungendo - a mio personale gusto - qualche goccia di succo di limone.


Ed ecco pronta la nostra tartare! Velocissima, ottima ed esteticamente divertentissima!

Consiglio di servire abbastanza fresca, e di aggiungere l'olio soltanto alla fine se il vostro intento è quello di dare una forma all'impasto con l'aiuto di un coppapasta. Ungere eccessivamente il composto non aiuterebbe gli ingredienti a "legare" e a mantenere l'aspetto desiderato. 


Spero la ricetta vi sia piaciuta! Fatemi sapere. 

Buon appetito!

sabato 19 luglio 2014

PRIMI PIATTI - Tortelli di riso ripieni di ragù di melanzana

Eccomi di nuovo qui, con un piatto come sempre senza glutine e vegano. Avevo in mente di fare una semplice pasta alla Norma; ma avendo molto tempo a disposizione e volendovi proporre spunti interessanti, ho deciso di dedicarmi a questi tortelli ripieni di ragù di melanzana. L'idea creativa è, secondo me, porre il condimento all'interno della pasta, così da mantecarla in "purezza" con salvia, margarina e acqua di cottura. Il risultato è quello di un piatto ben legato, dai sapori e dalle consistenze sfiziose e ben distinte. 

Volendo proporre una cucina senza glutine, per questa preparazione ho utilizzato della farina integrale di riso. Essa può essere sostituita con farina del vostro cereale preferito. 

Ingredienti per quattro persone:

Per l'impasto: 
  • 300g di farina integrale di riso;
  • un bicchiere d'acqua tiepida;
  • un giro d'olio;
  • un pizzico di sale.
Per il ripieno:
  • una melanzana piuttosto piccola;
  • una carota;
  • uno scalogno;
  • un mazzetto di prezzemolo;
  • un pomodoro ben maturo;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;
  • salvia;
  • noce moscata;
  • chiodi di garofano;
  • sale e olio evo q.b.
Per il condimento (da variare a vostro piacimento):
  • una noce di margarina;
  • salvia.

Tempo necessario: 1 ora e mezzo circa.

Preparazione:

1. Comincio preparando il mio ragù (assolutamente vegan, sia ben chiaro!) di melanzana. Taglio la melanzana in dadolini sottili, il più piccoli ed uniformi possibili. Preferisco lavorare a punta di coltello piuttosto che frullare, poiché ho piacere che il mio ragù abbia più consistenze. 


2. Sbuccio la carota, dopodiché la unisco allo scalogno ed al prezzemolo in un mixer. Aiutando le lame con un giro d'olio, frullo sino ad ottenere un composto omogeneo. 


3. In una padella metto a soffriggere il battuto di carota, cipolla e prezzemolo. Quando è sufficientemente dorato unisco i dadolini di melanzane; lascio cuocere un paio di minuti, dopodiché sfumo con il bicchiere di vino bianco. Aggiungo in ultimo il pomodoro - debitamente sbucciato e tagliato -, una grattata di noce moscata, i chiodi di garofano ed il sale. Lascio sobbollire sino a completo assorbimento dei liquidi: un quarto d'ora, circa.



4. Mentre il ragù si appronta, mi accingo a fare la pasta. Unisco alla farina l'acqua, un po' per volta: la giusta quantità dipende difatti dall'umidità dell'ambiente in cui lavorate, e dalla tipologia di farina in generale. Per cui lavoro gradualmente. Unisco un paio di cucchiai d'olio e il sale; lavoro sino ad ottenere un impasto omogeneo. 


5. La preparazione dei miei tortelli si compone di poche, semplici fasi. Innanzitutto taglio l'impasto in più "panetti", che provvederò a "stendere" in sfoglie il più sottili possibili. Ricavo - con l'ausilio di un coppapasta o un bicchiere - delle circonferenze; pongo al centro di ognuna un cucchiaino di ragù. Chiudo quindi i lembi di ciascun disco, premendo bene i bordi con una forchetta: ottengo così un raviolo. Per trasformare il raviolo in tortello, non mi resta che prendere le "punte" della mezzaluna e ripiegarle verso l'interno, su sé stesse. 

Pongo in ciascun disco di pasta un cucchiaino di ragù.
Piego il disco a metà, sigillandone i bordi con una forchetta: ottengo così
un raviolo a mezzaluna.
Per ultimare il mio tortello, prendo le "estremità" della mezzaluna e le ripiego
verso il basso, premendole bene l'una sull'altra.

5. Cuocio i tortelli in abbondante acqua salata. Nell'acqua aggiungo un paio di cucchiai d'olio, affinché la pasta non si incolli. Scolo poco prima della fine della cottura (essa dipende dallo spessore della sfoglia: in genere, si aggira attorno ai 4-6 minuti) e "risotto" in una padella con salvia e margarina. Risottare la pasta è semplice: l'operazione consiste nello scolarla poco prima della fine della cottura e nel saltarla nel condimento, aggiungendo mano a mano l'acqua in cui ha bollito. La fiamma viva porterà l'acqua in parte ad essere assorbita, ed in parte ad evaporare: a seconda del tempo di cottura necessario, si possono aggiungere nuove mestolate di volta in volta. 



Spero la ricetta vi sia piaciuta! Buon appetito. 








venerdì 18 luglio 2014

CONTORNI - Cipolle ripiene con cottura in agrodolce

Sono consapevole del fatto che questo post riceverà poche visualizzazioni. Le cipolle hanno ben poco di invitante, per i più, e l'idea di ritrovarsene una intera, per contorno, può non piacere a tutti. Ad ogni modo, vi rassicuro: la cottura che propongo - stufate nel forno, bagnate di vino - è in grado di neutralizzare quanto di sgradevole c'è nella cipolla, trasformandola in un guscio morbido e dolciastro. 
Ovviamente è una ricetta vegan e gluten-free.

Ingredienti per 4 persone:
  • quattro cipolle bianche, piuttosto grandi;
  • una piccola carota;
  • una zucchina; 
  • un peperone (di tipo "friggitello");
  • un paio di pomodorini;
  • un ciuffo di salvia;
  • un bicchiere di vino bianco;
  • zucchero di canna integrale;
  • olio evo e sale q.b.

Tempo necessario: 25 minuti per la preparazione + 40 minuti per la cottura

Preparazione:

1. Per prima cosa, taglio la calotta delle cipolle. Aiutandomi con un cucchiaino - o con uno spelucchino, a seconda delle vostre capacità - svuoto le cipolle degli strati interni. Più riesco a "scavare" - ovviamente senza rompere l'involucro esterno - meno tempo durerà la cottura in forno. 



2. Taglio la zucchina, la carota, il friggitello in dadolini minuti.


3. In una padella faccio imbiondire la polpa della cipolla. Aggiungo le verdure in ordine di "cottura" - da quella che impiega più tempo, la carota, a quella che impiega meno tempo, la zucchina - e sfumo con del vino bianco. Aggiungo il sale e lo zucchero, regolandoli secondo il mio gusto personale, dopodiché lascio soffriggere per circa quindici minuti. 


4. Quando la cottura del ripieno è ultimata, "farcisco" le mie cipolle aiutandomi con un cucchiaio. Faccio attenzione affinché in ciascuna coli la giusta quantità di liquido, dopodiché verso dell'acqua salata mista a del vino alla teglia che le contiene, sino ad arrivare ad un terzo della loro altezza. Inforno a 200°, senza ventilazione, per un tempo variabile tra la mezz'ora e i cinquanta minuti: dipende da quanto sono riuscita a svuotare le mie cipolle. Ad ogni modo, non sfornerò prima che l'acqua sia completamente evaporata. Posso coprire ciascuna cipolla di zucchero integrale, affinché caramelli. 


Ed eccole pronte! Vi invito a provarle, poiché al di là dell'aspetto esse sono davvero buone e delicate. Si preparano con poco - ebbene sì, anche questa appartiene alla schiera delle ricette svuota-frigo - e il loro "tasso di riuscita" è prossimo al 100%.

Buon appetito! 




giovedì 17 luglio 2014

PANE E PIZZA - Pane di riso con patate e peperoni in agrodolce

Mancava il pane, oggi, in casa. E la mancanza del pane - anche se questa è la dimora di una che dovrebbe guardare il glutine solo da lontano - è sempre un bel dilemma. Così ho dato uno sguardo agli ingredienti che avevo stipati nella credenza e nel frigorifero. E mi è venuta un'idea. 
Perché non speziare il pane, perché non unirlo alla patata schiacciata? Era un'abitudine del Sud, prima che la legge ne ostacolasse l'impiego nella grande produzione. Le patate contenute nell'impasto consentivano una conservazione - ed una morbidezza - protratta nel tempo; prendendo spunto da questo  presupposto, ho ritenuto che potessero fornire all'impasto di riso una consistenza più piena, più gratificante. Il pane gluten-free è sempre una grande sfida, e le patate sono un valido alleato di chi rifiuta i mix di farine già pronti, con materie prime di dubbia provenienza. 

Ok, c'era la farina di riso e l'idea per renderla più "gommosa": mancava soltanto il sapore. Ho notato, in frigorifero, un peperone che chiedeva soltanto di essere cucinato. Soltanto poco prima avevo sentito la ricetta di una pagnotta agrodolce... e così è nata l'idea.

N.B. Per la lievitazione ho utilizzato il lievito di birra. A scanso di equivoci, esso non contiene glutine: è un alimento assolutamente commestibile, almeno da questo punto di vista. Può essere sostituito, ad ogni modo - ed io stessa lo consiglio - con lieviti più sani. 

Ingredienti per soddisfare 4 persone:
  • 250/300g di farina di riso integrale;
  • mezzo "panetto" di lievito di birra;
  • una patata;
  • mezzo peperone;
  • due scalogni (o due cipolle);
  • un bicchiere d'acqua tiepida;
  • un cucchiaio d'aceto;
  • un cucchiaino di zucchero;
  • un cucchiaio d'origano;
  • sale ed olio evo q.b.

Tempo necessario: 30 minuti per l'impasto + 4 ore per la lievitazione + 50 minuti di cottura (ebbene sì, un po' lunga... ma ne vale la pena!)

Preparazione:

1. Sciolgo il lievito di birra nel bicchiere d'acqua tiepida. Mi aiuto con un cucchiaio per stemperarlo completamente, dopodiché lo aggiungo alla farina. 


2. Lavoro la farina con le mani, aggiungendo il sale, l'origano e l'olio extravergine di oliva a filo. Non c'è una dose precisa di acqua e di olio: dipende dalla qualità della farina di cui disponete e dall'umidità della giornata in cui vi trovate ad impastare. Tenete presente che non voglio ottenere un composto simile a quello della pasta, ma un pagnotto molto morbido, elastico ed un po' appiccicoso. Raggiunta questa consistenza, incido una croce su di esso, aiutandomi con il coltello, e lo pongo in una bacinella per la prima lievitazione, che durerà circa un'ora e mezza. Copro il tutto con un canovaccio umido per la durata del riposo. 

L'impasto appena fatto, "segnato" da una croce per aiutare la lievitazione.
L'impasto "coperto" da un canovaccio: il canovaccio rimarrà al suo posto
per tutta la durata della lievitazione.
L'impasto come si presenta alla fine dell'ora e mezza di lievitazione.
3. Mentre l'impasto lievita, metto a bollire in un pentolino la mia patata. Il tempo di cottura - che dipende dalla grandezza del tubero che utilizzate - si aggira attorno ai 15 minuti; mi aiuto con una forchetta, con cui "punzecchio" la patata sinché non incontro più resistenza: soltanto allora posso spegnere il fornello. Raffreddo con dell'acqua ghiacciata, sbuccio e schiaccio con l'apposito utensile: allargo quindi la patata su di un piatto, poiché devo unirla al composto ben fredda per non "cuocere" la farina di riso prima del tempo.



4. Preparo il mio sughetto agrodolce tagliando gli scalogni a fettine molto sottili, che soffriggo in una padella con dell'olio extravergine di oliva. Una volta imbiondito il tutto, aggiungo i dadolini - piccolissimi, mi raccomando! - di peperone: continuo a soffriggere per qualche minuto, dopodiché "sfumo" con il cucchiaio di aceto e regolo di sale e di zucchero, sinché il sapore agrodolce non raggiunge l'intensità a me gradita.



5. Eccomi quindi alla seconda lavorazione del mio impasto: ad esso unisco la patata schiacciata e il sugo agrodolce di scalogni e peperoni. Non vi spaventate, poiché l'impasto sembrerà ridursi di circa due terzi del suo volume: vi assicuro che tornerà ad acquistare tutta la sua "grandezza". Lavoro con le mani il tanto necessario ad ottenere una "disposizione" omogenea degli ingredienti, dopodiché verso nella teglia che utilizzerò per infornare. Lascio lievitare - coperto da un canovaccio - per le due ore e mezza restanti.

L'impasto prima della sua seconda lievitazione.

L'impasto dopo due ore e mezza.
6. Inforno per circa 50 minuti a 200°, con ventilazione.

Il mio fantastico pane è pronto! Mangiato come accompagnamento a contorni crudi - magari, dopo essere stato bruschettato - dà davvero il suo meglio. 


Spero l'idea gluten-free vi sia piaciuta! Buon appetito.




mercoledì 16 luglio 2014

CRUDISTI - Gazpacho bicolor senza glutine

Il gazpacho è una zuppa fredda tipica della Spagna. La versione originale prevede l'aggiunta di pane per rendere il tutto più cremoso; io ho preferito sfruttare la capacità addensante dell'avocado, per rendere questa ricetta non solo adatta a coloro che portano avanti un regime dietetico di tipo crudista, ma anche ai celiaci. Ho provato ad applicare in questa preparazione i pochi principi igienisti che conosco: mi farebbe piacere se aggiungeste il vostro pensiero nei commenti, e che mi faceste sapere eventuali errori. Ho deciso di proporre una versione talmente "pura", senza aggiunta di olio d'oliva o  sale. 

La mia ricetta prevede l'aggiunta dello zenzero per "sferzare" un po' il sapore, e del succo di limone in sostituzione dell'aceto originale. Il limone consente inoltre al cetriolo di non ossidare.

Ingredienti per 4 persone: 
  • 250g di pomodori ben maturi;
  • un peperone;
  • due cetrioli;
  • un avocado;
  • il succo di un limone;
  • una generosa "grattata" di zenzero fresco. 

Tempo necessario: 10 minuti.

Preparazione:

1. Poiché l'aspetto più accattivante è la stratificazione dei due diversi colori, frullerò gli ingredienti in due momenti diversi: nessuno però vieta di unire questi due passaggi. La crema che va sul fondo del bicchiere dev'essere ben compatta: in un mixer "passo" i due cetrioli, l'avocado e lo zenzero. La quantità di zenzero dipende dal mio gusto personale: io ne consiglio una dose che possa essere "sentita", perché il sapore piccante sgrassa l'avocado. Aggiungo inoltre il succo di limone, affinché il composto non ossidi, e metto da parte.

2. Pelo i pomodori della buccia - posso aiutarmi con un getto d'acqua calda, non bollente - e li privo dei semi; faccio la stessa cosa con il peperone. Unisco i due ingredienti nel mixer appena lavato e frullo.



3. Compongo adesso il mio piatto: verso prima la crema di cetriolo e avocado, dopodiché aggiungo  il pomodoro frullato al peperone. 

Per una tocco di sapore in più, consiglio l'aggiunta di peperoncino fresco tagliato sul momento. La zuppa è molto buona anche ghiacciata.